Rezension über:

Cordula Nolte: Familie, Hof und Herrschaft. Das verwandtschaftliche Beziehungs- und Kommunikationsnetz der Reichsfürsten am Beispiel der Markgrafen von Brandenburg-Ansbach (1440-1530) (= Mittelalter-Forschungen; Bd. 11), Stuttgart: Thorbecke 2005, 456 S., 3 Abb., ISBN 978-3-7995-4262-3, EUR 49,00
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Rezension von:
Isabella Lazzarini
Università degli Studi del Molise
Redaktionelle Betreuung:
Jürgen Dendorfer
Empfohlene Zitierweise:
Isabella Lazzarini: Rezension von: Cordula Nolte: Familie, Hof und Herrschaft. Das verwandtschaftliche Beziehungs- und Kommunikationsnetz der Reichsfürsten am Beispiel der Markgrafen von Brandenburg-Ansbach (1440-1530), Stuttgart: Thorbecke 2005, in: sehepunkte 6 (2006), Nr. 4 [15.04.2006], URL: http://www.sehepunkte.de
/2006/04/5991.html


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Cordula Nolte: Familie, Hof und Herrschaft

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Le forme del comportamento e le regole che strutturano le interrelazioni dei membri delle famiglie principesche fra tardo medioevo e prima età moderna costituiscono il tema principale - e l'obbiettivo della ricerca - di questo ricchissimo studio dedicato agli Hohenzollern, marchesi di Ansbach e Brandeburgo, presi come caso esemplare delle strutture mentali, degli atteggiamenti sociali, delle attitudini politiche dei vertici delle élites della società aristocratica europea.

Al centro della ricerca si colloca il gruppo parentale principesco, che nelle sue diverse ed articolate sfumature concettuali di famiglia, casata, dinastia, stirpe, signoria, household (Familie, Haus, Dynastie, Geschlecht, Herrschaft, Haushalt) costruisce fra i suoi membri naturali e acquisiti, negli spazi architettonici e sociali delle proprie quotidiane relazioni face to face o a distanza, una rete complessa di rapporti politici, economici, sociali, umani scanditi da una polarità dinamica fra dimensione individuale e dimensione comunitaria e centrali per la sua riuscita politica.

La dinastia degli Hohenzollern viene studiata sull'arco temporale di quattro generazioni (dal 1440 al 1530): questa tranche cronologica corrisponde al momento della sua affermazione politica ai vertici dell'élite imperiale grazie al raggiunto controllo del Brandeburgo, di cui Friedrich VI ottiene l'elettorato nel 1415 e che viene ad aggiungersi agli originari domini franconi della dinastia (Ansbach e Kulmbach). La cronologia scelta, a cavallo fra tardo medioevo e prima età moderna, permette a Cordula Nolte di seguire lo sviluppo della rete di rapporti interpersonali e lo strutturarsi dei circuiti della comunicazione fra i membri della parentela in un lasso di tempo sufficientemente lungo per essere eloquente in merito alle continuità e alle innovazioni.

Questo studio si colloca all'incrocio di un ampio panorama di ricerche di diversa natura e varia tradizione. La storia della famiglia e della stirpe, di risalente tradizione nella storiografia tedesca soprattutto in merito alla nobiltà altomedievale, la storia politica e dinastica delle grandi famiglie aristocratiche europee e l'analisi della corte principesca come luogo centrale e crogiolo dei rapporti sociali, più caratteristici della storiografia di ambito tardomedievistico e modernistico, sono infatti vivificate e rinnovate dall'incontro con più recenti filoni di ricerca come lo studio storico-antropologico dei network relazionali, delle forme della comunicazione, della topografia degli spazi sociali, o l'analisi della dialettica fra la sfera comunitaria e la sfera personale in termini di emozionalità, e della complessa relazione fra oralità e scrittura nelle fonti documentarie. In questo senso, lo studio di Nolte risponde pienamente alle premesse non solo storiche ma anche metodologiche dell'autrice, proponendosi come un modello esemplare di analisi interdisciplinare saldamente ancorata ad un'approfondita ricerca sulle fonti, organicamente articolata in un'analisi che si avvale di strumenti diversi per i diversi livelli della ricerca e fecondamente inserita in una ricca messe di studi recenti di respiro europeo sulla natura delle élites nobiliari della prima età moderna.

La struttura del libro è solidamente articolata in un'introduzione, quattro sezioni tematiche e diacroniche, una conclusione: il testo è integrato da fonti, bibliografia, indici onomastici e toponomastici e un'appendice costituita da alberi genealogici (che avrebbero potuto essere graficamente più leggibili), tabelle, carte e piante.

L'introduzione ha una struttura programmatica: Nolte chiarisce le premesse metodologiche della ricerca e disegna il piano dell'opera, presentando poi in modo critico le fonti utilizzate e lo stato degli studi.

La prima parte indaga innanzitutto l'ascesa della dinastia nel contesto imperiale, tenendo conto dello sdoppiamento indotto nel principato e nella famiglia, sino ad allora radicati in Franconia, dall'annessione del Brandeburgo. Il crescente peso politico degli Zollern viene colto attraverso l'analisi della versatilità della parentela. L'interscambiabilità di concetti come Herrschaft, Haus, Dynastie per intendere il complesso della parentela dimostra infatti come quest'ultima si identifichi significativamente con la potenza politica della dinastia. Di questa struttura fondamentale vengono esaminati il processo dinamico dei cicli evolutivi, la struttura delle relazioni interpersonali anche in chiave emozionale, gli snodi chiave delle successioni, dei matrimoni, delle carriere ecclesiastiche maschili e femminili. Nella sezione successiva l'attenzione si focalizza sulla rete delle residenze principesche nelle due diverse regioni di Ansbach e del Brandeburgo: i diversi caratteri della residenzialità principesca - più diffusa ed articolata in Franconia, più accentrata in Brandeburgo - vengono comparati esaminando più da vicino le due capitali, Ansbach e Berlino. Segue poi l'analisi della organizzazione materiale e quotidiana della vita e dei rapporti della parentela intesa in senso allargato, comprendente cioè anche l'entourage dei principi e la sfera più ampia delle parentele "scambiate", costituite dai figli e dalle figlie dei congiunti che trascorrono periodi più o meno lunghi alla corte brandeburghese. La terza sezione analizza la rete relazionale dei membri della famiglia signorile negli spazi abitativi quotidiani del palazzo principesco: le stanze del principe, degli eredi, della principessa e della sua società di corte raccolta nella Frauenzimmer, le abitudini abitative e i rispettivi ruoli sociali all'interno dei singoli segmenti palaziali, le linee di confine e i punti di passaggio fra i diversi spazi della sociabilità parentale. La quarta infine, attraverso una sofisticata analisi delle lettere private incentrata sulla complessa dialettica fra oralità e scrittura, lascia la parola ai protagonisti. Le dinamiche dei rapporti fra i membri - l'autorità e la soggezione, gli affetti, il lutto, la consolazione reciproca - si esprimono attraverso le fonti, tramite non neutro dell'emozionalità dei protagonisti, filtrata e tradotta nella formularità della scrittura.

Le conclusioni enfatizzano le opportunità, ma anche i limiti derivati da una concezione della famiglia e del potere fondata sulla partecipazione, su una concezione dinamica ma pervasiva del rango e delle gerarchie interne alla parentela, su di una dialettica costante - nella conciliazione come anche nel conflitto - fra la vicinanza quotidiana e l' inevitabile, ciclica disseminazione dei membri della dinastia. Al momento di concludere sulla rappresentatività del quadro, anche solo facendo riferimento ai modelli di comportamento di un'altra dinastia principesca che con gli Hohenzollern venne a contatto per matrimonio, i Gonzaga di Mantova, Nolte, pur nelle differenze, rileva alcuni significativi punti di contatto: un moltiplicarsi di ricerche approfondite su questi temi della storia delle grandi parentele nobiliari dell'Europa protomoderna, consentirà di verificare se e in che misura si possa tracciare un modello omogeneo della loro evoluzione.

Isabella Lazzarini