Rezension über:

Sebastian Lohsse / Salvatore Marino / Pierangelo Buongiorno (Hgg.): Texte wiederherstellen, Kontexte rekonstruieren. Internationale Tagung über Methoden zur Erstellung einer Palingenesie, Münster, 23.-24. April 2015 (= Acta Senatus; Bd. 2), Stuttgart: Franz Steiner Verlag 2017, 192 S., 7 s/w-Abb., ISBN 978-3-515-11725-8, EUR 69,00
Buch im KVK suchen

Rezension von:
Mariagrazia Rizzi
Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Redaktionelle Betreuung:
Matthias Haake
Empfohlene Zitierweise:
Mariagrazia Rizzi: Rezension von: Sebastian Lohsse / Salvatore Marino / Pierangelo Buongiorno (Hgg.): Texte wiederherstellen, Kontexte rekonstruieren. Internationale Tagung über Methoden zur Erstellung einer Palingenesie, Münster, 23.-24. April 2015, Stuttgart: Franz Steiner Verlag 2017, in: sehepunkte 18 (2018), Nr. 7/8 [15.07.2018], URL: http://www.sehepunkte.de
/2018/07/30863.html


Bitte geben Sie beim Zitieren dieser Rezension die exakte URL und das Datum Ihres Besuchs dieser Online-Adresse an.

Sebastian Lohsse / Salvatore Marino / Pierangelo Buongiorno (Hgg.): Texte wiederherstellen, Kontexte rekonstruieren

Textgröße: A A A

Il volume, in cui sono riuniti gli atti del convegno internazionale organizzato da P. Buongiorno Texte wiederherstellen, Kontexte rekonstruieren si inserisce, costituendone il secondo tomo, all'interno della collana Acta Senatus B. Studien und Materialen, che raccoglie alcuni risultati del progetto PaRoS (Palingenesie der römischen Senatsbeschlüsse [509 v.Chr. - 284 n. Chr.]) finanziato dalla Alexander von Humboldt-Stiftung e di cui Buongiorno è titolare. Scopo del convegno e dei relativi atti è l'illustrazione di alcuni tra i principali progetti di edizioni palingenetiche e commentari di fonti del diritto romano in corso di realizzazione o in programma.

Il complesso dei lavori contenuti nel volume può essere suddiviso in quattro "sezioni". Nella prima sono raggruppabili i contributi volti ad illustrare il programma PaRos di raccolta di senatus consulta. Alla presentazione generale del progetto è dedicato l'articolo di Buongiorno, con un particolare sguardo anche alla storia dei precedenti tentativi di raccolta di senatus consulta, intrapresa da E. Volterra e di cui il progetto di Buongiorno costituisce la prosecuzione e l'ulteriore sviluppo. Di due tra le diverse sezioni di cui si articola il progetto si occupano i successivi contributi di T. Lanfranchi e A. Lardy, rispettivamente sulla palingenesi dei senatus consulta dell'inizio dell'età repubblicana (344 possibili provvedimenti) e sulla raccolta di statuizioni senatorie del periodo compreso tra Nerva e Valeriano (129 documenti). Il confronto tra i due lavori consente di cogliere le peculiarità delle due ricerche (tipologia di fonti da analizzare, ruolo del senato nei due periodi considerati, rapporto ed interazione con gli altri organi istituzionali), ma anche le specifiche difficoltà ad esse connesse.

La successiva sezione è dedicata alla presentazione di progetti di raccolta di leges. J.-L- Ferrary illustra innanzitutto il progetto LEPOR di palingenesi di leges populi romani, coordinato dallo stesso Ferrary e da P. Moreau, un corpus estremamente ampio, comprendente 880 voci, ciascuna dedicata a "lois et plébiscites votés par le peuple ou par la plèbe et rogationes ayant été au moins promulguées", tra l'altro consultabile online all'indirizzo www.cntelma.fr. La revisione della raccolta di R.K. Sherk, Roman Documents from the Greek East (RDGE) di documenti ufficiali romani dall'epoca repubblicana sino al principato di Augusto del mondo greco orientale costituisce oggetto del progetto presentato da E. Famerie. Di particolare rilievo l'accurato lavoro di selezione dei senatus consulta svolto, che ha portato all'individuazione di un corpus di 114 documenti, molto più ampio ed in parte diverso da quello proposto da Sherk, nonché comprendente una serie di testimonianze inedite. L'ultimo contributo di questa sezione, di F. Lamberti, illustra le possibili linee di ricerca e le tematiche da indagare in un lavoro dedicato a leges municipii et coloniae, di cui l'autrice fornisce un elenco in appendice al contributo.

Al Programma Edoardo Volterra "Palingenesi delle costituzioni imperiali del Principato", progetto che negli ultimi anni ha visto la concretizzazione di diversi risultati e un rinnovato interesse da parte degli studiosi [1], è dedicato il terzo gruppo di contributi presenti nel volume. E' questo il progetto più risalente tra quelli in corso, come illustrato dettagliatamente nel lavoro introduttivo di L. Capogrossi Colognesi. Lo studioso offre al riguardo un quadro particolareggiato, impreziosito in appendice da una serie di documenti inediti, della lunga "storia" della Palingenesi, dal lavoro di F. De Francisci e S. Riccobono fino agli ultimi sforzi profusi da E. Volterra e dai suoi allievi per la realizzazione del progetto. Il successivo lavoro, di S. Corcoran, è dedicato all'illustrazione dettagliata del Database "Projet Volterra", consultabile all'indirizzo www.ucl.a.uk. Chiude la serie di contributi l'articolo di J.-P. Coriat su La palingénésie des constitutions des Sévères, tema come noto assai caro allo studioso francese, per il quale ha profuso e ancora dedica i maggiori sforzi delle sue ricerche. Nel contributo presente nel volume qui recensito lo studioso illustra i principi di metodo d'elaborazione e le regole di presentazione delle costituzioni severiane. Su tale metodo, a cui si ispira il lavoro edito nel 2014 sulla legislazione di Settimio Severo, si basa la ricerca, in fase di completamento, dedicata alle altre constitutiones severiane.

L'ultima parte del volume è, infine, dedicata alla presentazione del ERC-Project Redhis (Rediscovering the hidden structure), coordinato da D. Mantovani. Scopo del progetto è lo studio della persistenza del pensiero giurisprudenziale romano nella Tarda Antichità. Nell'articolo, oltre ad illustrare esemplificativamente le modalità di svolgimento della parte della ricerca volta ad indagare l'apporto della riflessione giurisprudenziale classica all'interno delle constitutiones postclassiche, lo studioso presenta il corpus di frammenti di opere dei giuristi classici (e dei loro commenti tardo-antichi) conservati su papiro e pergamena sottoposti ad indagine, ammonanti al momento della consegna del contributo per la stampa a 85 testimonianze (elencate alle pp. 187-189), in parte edite, in parte inedite.

All'interno di questo ampio quadro tracciato, è la metodologia usata per la riedizione e "ricostruzione" dei "testi" e dei "contesti" a costituire il profilo centrale comune più rilevante dei diversi contributi. Sono offerte innanzitutto le linee guida per l'elaborazione delle palingenesi, dall'individuazione e selezione dei testimonia all'interno di tutto materiale giuridico ed extragiuridico alla loro catalogazione. Ad essi sia affianca la descrizione dei metodi di composizione delle diverse testimonianze selezionate. Ogni contributo prevede al riguardo una o più schede (in alcuni casi anche di fonti inedite), volte ad una presentazione esemplificativa dei testimonia, con i dati essenziali del documento, testo, datazione (ove possibile), breve commentario, discussione dottrinale e bibliografia di riferimento. Uno sguardo particolare è dedicato al contesto storico e alle ragioni occasionanti l'emanazione dei diversi atti. Di un certo rilievo è, ancora, l'approfondimento relativo alla creazione di archivi digitali, utili strumenti complementari per tipologie di lavori come quelle qui analizzate.

Più in generale, il complesso dei progetti illustrati rappresenta la sintesi positiva di una nuova linea di ricerca sempre più diffusa, tesa ad uscire dagli angusti limiti del lavoro esclusivamente individuale per proiettarsi in una dimensione collettiva ed interdisciplinare. Una dimensione necessaria per dominare il materiale preliminare di studio da analizzare, per la selezione dei documenti rilevanti e per la loro relativa analisi, ma anche imprescindibile per l'effettivo realizzarsi di risultati innovativi coinvolgenti fonti che implicano l'interazione tra competenze storico giuridiche, filologiche, storico-antichistiche ed epigrafiche. I lavori analizzati mostrano con evidenza quanto un sforzo di questo tipo possa condurre ad un effettivo, sostanziale, significativo incremento delle conoscenze relative delle diverse fonti del diritto romano e più in generale a mettere a disposizione strumenti di lavoro estremamente utili per la realizzazione di ulteriori approfondimenti tematici legati alle diverse fonti e ai singoli testimonia. Il confronto metodologico e sostanziale a sua volta può contribuire ad arricchire ulteriormente il bagaglio di informazioni e conoscenze necessari per una più ampia e compiuta fruttuosa riuscita dei diversi progetti, offrendo altresì spunti e materiale per la concretizzazione di nuovi lavori palingenetici di ampio respiro [2] dedicati allo studio delle fonti di produzione dell'antichità.


Note:

[1] Come quello della sottoscritta, al quale è stata affidata la realizzazione della raccolta delle constitutiones principum di Adriano conservate nelle fonti epigrafiche e papirologiche.

[2] A titolo esemplificativo, si potrebbe pensare ad uno studio interdisciplinare di raccolta ed analisi di psephismata e nomoi dell'Atene classica ed ellenistica, o ad un lavoro di edizione e commento di leggi relative ad un determinato ambito, come quello economico, ricerche ancora sostanzialmente lasciate all'approfondimento ed alla specializzazione individuali.

Mariagrazia Rizzi